Kudo ai ryu

STAI NEL CENTRO

 

Questo è il principio della regola aurea: poniti al centro fisico di un luogo e rimani centrato corpo e mente

 Yagyu Renya (1625-1694)


Se lo spirito è forte, si può realizzare qualsiasi cosa

Tempu Nakamura
(1876-1968)


KUDO

IL corso si rivolge a tutti coloro che desiderano praticare con serietà una disciplina "fuori dal coro" dove l'arte marziale viene intesa come mezzo di crescita personale, come percorso di conoscenza e introspezione. Il metodo che presentiamo lo abbiamo nominato KUDO, che in lingua italiana tradotto dal giapponese significa "Via del Vuoto". Vuoto inteso come Quintessenza, come viene concepito nello Zen: il vuoto "pieno". Il KUDO è uno stile di vita incentrato sul rispetto dell'Uomo e dell'Universo. È una disciplina che affonda le sue radici nelle arti marziali classiche, ma che incentra la sua pratica su di un concreto sviluppo dell'individuo non basato sulla violenza. All'interno del KUDO vengono studiate inoltre tecniche orientali apprezzate a livello clinico per la prevenzione e la risoluzione di varie patologie. L'arte del KUDO infatti conduce a una crescita armonica della persona, considerando quest'ultima sotto ogni aspetto e prendendosi cura sia della formazione fisica che della costruzione del carattere.

  


 

I CORSI DI KUDO si tengono presso la palestra dell'Istituto Comprensivo - Scuola Media di Villa Estense (PD) - 35040 in Via Garibaldi 17

 

Lunedì 21:00-23:00

Giovedì 21:00-22:30


 

UN BREVE COMMENTO DEGLI IDEATORI


 

Il KUDO secondo Rossin Alessio

  

Il Kudo o Via dell’Essenza è un’ Arte Marziale che affonda le sue radici nell’antico per fiorire nel moderno.

Il Kudo fonda la sua pratica nell’armonizzazione della triarticolazione umana (pensare, sentire, volere).

Nasce dall’ispirazione e dall’esperienza dei suoi due ideatori che hanno saputo riunire i loro anni di pratica in numerose arti marziali e sport da combattimento come il karate, ju jitsu, aikido, kick boxing e discipline del benessere quali il ki ko, il qui gong e la kinesiologia, creando un metodo che non ha la presunzione di essere migliore o più originale di altri, ma di essere un piccolo punto di luce in continua crescita ed evoluzione, inserito in un mondo dove spesso, le nuove proposte perdono di vista lo spirito dell’arte marziale e i tradizionalisti rischiano di cristallizzare la loro pratica in vuoti rituali.

Alessio Rossin

  

  

 

Alessio Rossin:

  

inizia la sua pratica all’età di dodici anni nel Karate American Go-Ju e nella Kick Boxing, il suo desiderio di ricerca lo porterà ad abbandonare le prime due attività per studiare e praticare il Karate tradizionale stile Wado Ryu, il Ju Jitsu e numerosi sistemi di autodifesa, il Qui Gong giapponese (Ki ko).

E’ inoltre Naturopata, Kinesiologo e Insegnante di Kinesiologia Specializzata.

  

  

  

 

 

 


Il KUDO secondo Rolandi Simone

  

Il Kudo di cui vorrei parlare ha due anime, come due sono i suoi ideatori.

 

C’è un’anima concreta, fatta dall’unione delle competenze di chi l’ha organizzato, ma anche della creatività che ci accompagna nell’ideare nuove soluzioni tecniche frutto di una lunga e variegata esperienza; qui vi troviamo il lavoro sul tatami, con lo studio dei vari modi di gestire il contatto con la terra: capriole, proiezioni, lavoro di “suwari-waza”, ecc. Oppure l’approccio con alcune armi come il bokken, il jo, il bo: le armi che consentono di affinare poi anche la tecnica a mani nude, la sensibilità nei piedi, la loro direzione… Personalmente amo lo studio della spada secondo il concetto che “vivo” da qualche tempo: “è la spada che muove l’uomo, non il corpo che muove la spada…” Traduco così una sensazione che provo e che appartiene alla sfera ispirativa; ma sono sicuro che numerosi Maestri, da tempo e molto meglio di me, sappiano ciò di cui sto parlando e che diversi spadaccini del passato, nonché calligrafi, abbiano saputo riportare meglio di me questa “scoperta”. Le mani nude o vuote, come vuole la traduzione letterale di “kara-te”, altra esperienza che appartiene alla nostra amata pratica. Le tecniche portate con kimè, o con estrema rilassatezza, due mondi apparentemente a contrasto che convivono, necessariamente direi, quasi come riflesso del mondo, della vita pulsante del battito del cuore, un contrarsi e decontrarsi simboli di due estremi con i quali dobbiamo “fare i conti”, ma anche dai quali possiamo trarre continuamente stimoli ed insegnamento.

  

 

L’altra anima del Kudo è quella meno afferrabile, fatta di immaginazioni ed intuizioni che si susseguono in un continuo divenire… E’ l’anima del cosiddetto “lavoro interno” e che guardiamo come colei che continuerà a migliorarci come praticanti di arti marziali, come uomini. Anche queste sono le idee che abitano il Kudo, idee coraggiose che ci hanno portato a slegarci da federazioni politicizzate, istituzioni “illuminate” che si investono del diritto dei riconoscimenti ufficiali, sigle e acronimi non meglio identificati che lottano continuamente in maniera miope per osannare il valore “indiscutibile” del proprio orticello... (Quante volte mi son sentito chiedere: “…e tu che dan sei?” Ma cosa vuol dire realmente? Sostanzialmente cosa significa? Qualcuno me lo spieghi per favore. Da tempo sono tornato a pensare, come da bimbo, che sia soltanto parte del suono della campana…din, don, dan…). Idee che ci portano a guardare con grandissimo rispetto i Maestri che hanno creato così tante arti, alcune delle quali davvero elevate, ma anche idee che ci fanno vedere con sospetto il mercato delle cinture o quelle arti marziali che sono rimaste ferme ad un passato che non appartiene più all’uomo moderno e che, in definitiva, non contribuiscono affatto al miglioramento della società, anzi viceversa sono altamente diseducative. Il Kudo mi piace definirla un “arte marziale vivente”, non solo perché viventi sono i suoi fondatori, ma anche perché è continuamente pronta ad assorbire ciò che è utile, a sfrondare invece il non utile, un metamorfosarsi con il gusto della ricerca, una trasformazione ideale verso un ideale; è molto pragmatica da questo punto di vista, un pragmatismo ormai necessario, perché è tempo di scegliere: scegliere di essere coraggiosi.

Simone Rolandi

  

  

 

Simone Rolandi:

  

valica la prima volta la porta di un Dojo nel 1982, per apprendere i primissimi rudimenti di ju-jitsu e per praticare con regolarità il karate GoJu Ryu presso la Goju Kay. Successivamente, spinto dal desiderio di sperimentare anche una forma di combattimento più moderno (vicino allo sport), trova nell’A.G.K.A.I. la possibilità di allenarsi al semi-combat, dove consegue la qualifica di insegnante di American GoJu e di Kick Boxing nel ‘94. I primi studi di Teosofia lo portano a volgere il suo sguardo verso quelle arti che hanno attenzione per la sfera interiore dell’uomo. Da sempre affascinato dall’insegnamento di O-Sensei (M° Ueshiba, il fondatore dell’Aikido), prende lezioni di Ki-Aikido e, dal Maestro Kenji Tokitsu (uno dei massimi esperti di Budo a livello internazionale) di Shaolin Mon, da cui apprende anche il QiGong (metodo Yayama). Senza mai abbandonare la pratica costante del Karate, sempre negli anni novanta, frequenta la Koshiki Ryu (scuola delle cose antiche) e pratica inoltre con il M° Harunaka Hoshino (Fuma Ryu). Dal 1999 inizia lo studio dell’Aikido nell’AIKIKAI, partecipando a numerosi raduni e stages con svariati Maestri; contemporaneamente pratica il karate stile WaDoRyu dove conosce  Sensei Masafumi Shiomitsu frequentandone gli stages organizzati dalla Wado-Ryu Karate-Do Academy.

Nell’Aikido trova una vastità e profondità di significati che lo convincono a concentrare la propria ricerca esclusivamente in quella direzione; ora, trovandolo più affine al proprio sentire, studia l’Aikido secondo gli insegnamenti del Maestro Hirokazu Kobayashi, presso l'A.I.A.K.R. (Associazione Internazionale Aikido Kobayashi Ryu).

 

 

I CORSI DI KUDO si tengono presso la palestra dell'Istituto Comprensivo - Scuola Media di Villa Estense (PD) - 35040 in Via Garibaldi 17

 

Lunedì 21:00-23:00

Giovedì 21:00-22:30